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I dolcetti di Natale: un racconto prima delle feste

Che cosa aspettano con ansia i bambini per Natale, a parte i regali? In effetti le possibilità sono tante. C’è chi vuole incontrare l’amichetto che non vede da tempo, chi vuole scoprire i segreti di un calendario dell’Avvento e chi invece pensa al cibo. Si perchè i tipici dolci di Natale che prepara la mamma fanno gola a tutti, ecco perchè è stata scritta una favola a tema che noi vi riportiamo:

I dolcetti di Natale

Tra le cose più belle del Natale c’erano i preparativi, o almeno era questo che pensava Lizzy. Tutto iniziava quando ognuno aveva un segreto per chiunque altro, e dopo poco la casa profumava da cima a fondo di cannella, chiodi di garofano e anice. Gli urli sdegnati della mamma facevano parte dell’atmosfera, e si sentivano ogni volta che qualcuno rubava un pezzetto della pasta per i dolcetti, assieme al rumore dei ferri da calza della nonna, che cominciava a lavorare a maglia di primo mattino. Da quando fuori si era posata la neve, Buffalo Bill non usciva più da dietro la stufa. Si poteva chiamarlo quanto voleva: lui non faceva una piega. Se ne restava lì steso come fosse sordo. Alla sera venivano spesso i vicini in visita.Allora il papà prendeva il violino dall’armadio, Piet e Lizzy lo accompagnavano con i loro flauti di legno e gli altri cantavano. In quei giorni a Lizzy piaceva molto aiutare la mamma in cucina. C’era sempre qualcosa da fare. Bisognava aggiungere più legna del solito alla stufa, le teglie da forno dovevano essere ben unte e si doveva stendere la pasta e tagliarla. Tagliare la pasta era l’attività preferita di Lizzy. La ragazzina prendeva un bicchiere da vino e lo premeva nella sfoglia stesa una volta dopo l’altra.

Quando aveva finito, usava un coltello per sollevare con attenzione i biscottini crudi e appoggiarli sulla teglia. Tutti in ordine uno accanto all’altro. “Peccato”, le diceva la madre. “Peccato che non abbiamo nessuna formina. Quando ero piccola, a casa avevamo cuori e stelle, galletti, coniglietti, cerchi e rombi. Invece qui a Elk City di formine non se ne trovano, e solo rotondi, i biscottini sono noiosi”. Lizzy guardava meravigliata le file di dolcetti rotondi disposte sulla teglia. “Ma mamma”, esclamava allegra, “perché sei così triste? A me non sembrano mica noiosi: guarda un po’!” La bambina indicava il primo biscotto di una fila: “Questo è il sole e accanto c’è la luna piena. Poi c’è una moneta da un dollaro, poi una pedina da dama e la testa pelata di Mr. Adams vista da sopra. Questo qui è uno zero e quella una crepe, poi ci sono l’occhio di un uccello, un fiore rotondo, il punto sull’ala di una farfalla e un sacco di stelle. Qualche giorno fa Miss Kathy ci ha spiegato che in realtà le stelle sono rotonde e che non hanno davvero i raggi. Come fai a dire che i nostri dolcetti sono noiosi?” La mamma dovette dare ragione a Lizzy, e quando il giorno di Natale qualcuno si metteva un biscottino rotondo in bocca, la ragazzina diceva ogni volta: “Ora stai mangiando la luna piena, o la testa pelata di Mr. Adams vista da sopra, o il punto sull’ ala di una farfalla”. E con quelle parole i dolcetti diventavano anche più buoni.

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